idee per natale

Le storie di Natale

i racconti pił o meno verosimili delle tradizioni natalizie

Ci sono molte leggende legate al Natale. Qui riportiamo alcune di esse, con uno spirito "particolare"...

I racconti che si tramandano hanno spesso una radice di verità accompagnata da una buona dose di invenzione. Altre volte si tratta di cose prive di alcun fondamento reale. Nelle storie scritte qui sotto ci sono versioni "tradizionali" delle leggende sul Natale, mischiate a versioni completamente inventate da noi. Provate a capire qual è la leggenda più "vera". Se volete cimetarvi nella scrittura, inviate a Regalo Idee delle vostre storie di Natale.. magari un giorno diventeranno anch'esse "autorevoli" leggende.

 

 

 

 

 

 

Le leggende su Babbo Natale

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri. La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.

In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, Babbo Natale è identificato con San Basilio e porta i doni ai bambini il giorno di Capodanno, in cui si celebra la sua festa.

Le rappresentazioni di Babbo Natale sono anche strettamente legate al personaggio russo di Nonno Gelo ( Ded Moroz ), che porta i regali ai bambini ed è vestito con una giacca rossa, stivali di pelliccia e porta una lunga barba bianca.

Di solito, Babbo Natale viene rappresentato come un signore anziano, corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa bianca. La sera della vigilia di Natale, sale sulla sua slitta trainata dalle renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini. Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel caminetto. Durante il resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la Signora Natale ed i suoi aiutanti elfi. (Fonte: Wikipedia)

 

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Il costume di Babbo Natale

All'inizio, Santa Claus venne rappresentato in costumi di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale, ma il rosso divenne presto predominante a partire dalla sua comparsa sulle prime cartoline di auguri natalizie, nel 1885. Le immagini di Santa Claus si sono ulteriormente fissate nell' immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca-Cola, realizzate da Haddon Sundblom. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l'invenzione stessa di Santa Claus. (Fonte:Wikipedia)

Le origini del costume rosso e bianco. Siamo nel 1885, quando lo scrittore di racconti per bambini e illustratore Harold Wingler si apprestava a scrivere quella che sarebbe stata la filastrocca di Natale più diffusa al mondo. Ancora non sapeva che anche suo figlio sarebbe stato famoso, e avrebbe scritto la barzelletta più divertente del mondo, ma questa è un'altra storia. Ebbene, insieme alla filastrocca voleva che venisse pubblicata un'illustrazione di Babbo Natale, ma ne fece centinaia e nessuna gli piaceva. La filastrocca era dolce, allegra, morbida, e così doveva essere Babbo Natale, ragionò. Poi, mentre osservava i disegni e mangiava una gustosa coppa di fragole con la panna, pensò: "Babbo Natale dovrebbe essere buono come queste fragole". E fu così che l'immagine di Babbo Natale divenne un omone robusto, tondo, con un cappotto rosso "farcito" di una strabordante imbottitura bianca, come un orlo di panna.

 

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La discesa di Santa Claus dal camino

La storia del motivo per cui Babbo Natale porta i regali scendendo lungo il camino delle case risale ad un racconto su San Nicola (alias Santa Claus)...
Si racconta che Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta dal vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

 

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L'albero di Natale

Mentre i Re Magi si avvicinavano a Betlemme, seguendo le indicazioni della stella che indicava loro il cammino, d'un tratto il cielo si rannuvolò e si accorsero che non potevano proseguire oltre. Disorientati, decisero di fermarsi e lasciar riposare i cammelli. Ciò fu molto saggio, perché, di lì a poco, cominciò a piovere copiosamente, come accade nel deserto, all'improvviso. I doni che i Magi portavano con sé rischiavano di rovinarsi, ma per fortuna riuscirono a trovare riparo sotto una palma molto grande, che con le sue lunghe fronde protesse i Magi, i cammelli e i doni dall'acquazzone. Da allora deriva l'usanza di tenere i doni sotto l'albero, che si è tramutato da palma in abete nella tradizione, perché Santa Claus è di origini nordiche.

 

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La leggenda del vischio

Nel 1800 erano già molte le differenti tradizioni che parlavano di una figura simile a Babbo Natale ed era diffusa l'usanza di preparare il presepe. Non solo, ma alla corte dei principi e dei re di tradizione cristiana, il presepe era motivo d'orgoglio , era un simbolo che doveva rappresentare lo splendore, la potenza e insieme la fede. Perciò doveva essere un'opera d'arte. In Austria, venne un anno bandito un concorso per il presepe più bello, da esporre a palazzo. In occasione della premiazione del vincitore, ci sarebbe stato anche il matrimonio della nipote dell'imperatore. L'artista vincitore del concorso ebbe la fortunata idea di realizzare, all'ingresso del presepe (di dimensioni notevoli, quasi a grandezza naturale) un chiosco ricoperto di vischio, sotto il quale gli sposi avrebbero fatto il solenne giuramento del matrimonio. E così fu: gli sposi si baciarono sotto il vischio, e da allora si dice che chi si bacia sotto il vischio a breve si sposerà.

un'altra versione...

C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante.L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico.
Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Usci' di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levo': - Fratello, - gli gridarono - non vieni? Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi
vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava
chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero. Ma dove andavano? Si mosse un po' curioso. Si uni' a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli!
Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello.
Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender piu' caro.
E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e
nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva
niente, lui che era ricco.
Arrivo' alla grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri.
- Signore, - esclamo' - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E comincio' a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuo' a piangere, e il suo cuore cambio'.
Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.

 

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La leggenda della Befana

Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesu' Bambino. Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all'ultimo minuto cambio' idea, rifiutandosi di seguirli. Il giorno dopo, pentita, cerco' di raggiungere i Re Magi, che pero' erano gia' troppo lontani. Per questo la vecchina non vide Gesu' Bambino, ne' quella volta ne' mai. Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesu'.

 

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